IMPIANTI


In implantologia sono ammesse solo tecniche finalizzate all’osteointegrazione.

Noi D4 non utilizziamo tecniche implantari finalizzate alla fibrointegrazione, come gli impianti “tradizionali italiani” a vite a spira larga e anima sottile, nata per essere piegata dopo l’inserzione in bocca, né tecniche implantari subperiostee o a lama di Linkow.
Consideriamo fallito un impianto che essendosi fibrointegrato e NON osteointegrato è, dopo il periodo iniziale, mobile e dolente se caricato o avvitato.
Riteniamo sbagliato il mantenere in bocca impianti fibrointegrati quindi prima di passare alla fase protesica testiamo, quantomeno avvitando con dinamometro con la coppia indicata dal costruttore, agendo sulla vite del moncone.

Gli impianti ancorati in tessuto fibroso nei confronti dell’osteointegrazione presentano una minore percentuale di successo immediata e tendono a mobilizzarsi nel tempo (Fallschussel G 1989):
• gli impianti sottoperiostei presentano, dopo un elevato successo a breve termine (90% a 3 anni), una brusca svolta dopo i 10 anni sino al 45%-50% (Bodine R 1974, Goldberg 1980)
• gli impianti endossei presentano un’ampia variabilità di successo in relazione alla forma, al materiale e alle condizioni di applicazione; ad esempio l’84% a 10 anni per le lame in titanio (Linkow 1980); il 50-60% a 4-6 anni per le viti in tantalio o composti dell’alluminio (Tetsh 1980, Rathgeb 1971); il 17,8% per impianti ad aghi in tantalio secondo Scialom nel mascellare edentulo (Tetsh 1975).

In particolare, poi, gli impianti transossei, sottoperiostei, sottoperiostei-endossei, in caso di complicanze, non tempestivamente trattate, possono causare ampia distruzione di osso alveolare.

Sebbene oggi, in considerazione dei rischi e della scarsa predicibilità, non sussista motivo di utilizzare l’implantologia fibrointegrata, non sosteniamo che sia un errore per un collega non associato Dentist4 il fatto di usarla, se nelle sue mani funziona e se si assume la responsabilità della scelta.
Come riguardo gli altre regole del nostro disciplinare noi volontariamente ci obblighiamo a seguirla poiché siamo convinti, dai dati che leggiamo in letteratura, che questo sia un vantaggio per i nostri pazienti.

L’associato è tenuto a far firmare e conservare il consenso con le principali caratteristiche dell’intervento riassunte nel documento scritto scaricabile qui:

Consenso Implantologia 8 impianti